Sul Papillomavirus e l'importanza del Pap test

Articolo a cura di Alessanda Fraissinet,  Foto di Sara Lorusso

L’ispirazione per scrivere questo pezzo è venuta, come spesso accade, da una mia esperienza personale; lo scorso Dicembre mi sono sottoposta al Pap test di routine, e sono risultata positiva al Papillomavirus.

 

Il Papillomavirus (HPV) è in realtà una famiglia di virus che nella maggior parte dei casi non crea particolari problemi, talvolta può invece portare condilomi genitali e aumentare il rischio di diverse forme di cancro. Il Papillomavirus è un’infezione sessualmente trasmissibile molto comune che può colpire tutti i generi. Non si trasmette soltanto attraverso rapporti sessuali penetrativi, può essere facilmente trasmesso anche attraverso il sesso orale, condividendo sex toys, e attraverso il contatto fra genitali pelle contro pelle.

 

Come accade con molte altre infezioni sessualmente trasmissibili, il Papillomavirus è asintomatico: questo significa che è possibilissimo averlo senza esserne a conoscenza, motivo per cui sottoporsi regolarmente ai controlli di routine è importantissimo.

 

Al momento non ci sono cure per il Papillomavirus; nella maggior parte dei casi viene eliminato spontaneamente dal nostro sistema immunitario, ma esistono trattamenti che vengono offerti in presenza di condilomi o, come nel mio caso, cambiamenti in forma o dimensione delle cellule che rivestono la cervice.

 

Lo scorso Dicembre mi sono sottoposta al Pap test per un normale controllo, che in Inghilterra faccio gratuitamente ogni tre anni. Mi è stato comunicato, dopo all’incirca quattro settimane di attesa, di essere positiva al Papillomavirus. Di per sé questo non sarebbe un problema (ci tengo a ricordarlo, è comunissimo); nel mio caso però, il virus ha apportato dei cambiamenti a livello cellulare. Mi è stato quindi chiesto di sottopormi a una colposcopia, un esame che serve a verificare la presenza di cellule anomale nella cervice, e qualora queste fossero effettivamente presenti, a stabilirne la gravità. La procedura è simile a quella che viene svolta durante il Pap test.

 

Il giorno della colposcopia, sono scoppiata in lacrime. Fortunatamente la dottoressa che mi ha assistita è stata molto brava e rassicurante, e la visita non è stata affatto dolorosa. Qualche consiglio per chi dovesse sottoporsi allo stesso esame:

 

 

  • Se l’idea di avere una dottoressa ti fa sentire più tranquillə, telefona alla struttura per accordarlo prima dell’appuntamento.

  • Comunica qualsiasi dubbio o preoccupazione allə specialista, di modo che possa rassicurarti, optare per uno strumento più piccolo, eccetera.

  • La colposcopia può essere svolta in assenza o presenza di mestruazioni. Tuttavia, a seconda delle circostanze e di cosa ti fa sentire più a tuo agio, se credi di avere le mestruazioni quel giorno dovresti poter chiedere di posticipare l’appuntamento.

  • Sarebbe meglio evitare rapporti sessuali penetrativi in vagina, e l’utilizzo di creme vaginali o lubrificanti per almeno le 24 ore precedenti all’appuntamento.

  • Porta un assorbente con te, in quanto potresti avere delle perdite subito dopo.

 

 

Lə specialista potrebbe essere in grado di comunicarti l’esito immediatamente, ma se viene prelevato un piccolo campione di tessuto (biopsia) potresti dover aspettare qualche settimana prima di ricevere i risultati. Una colposcopia negativa (o normale), indica che a livello visivo non c’è nulla di cui preoccuparsi; al contrario una colposcopia positiva (o anomala) suggerisce la presenza di cellule anomale nella cervice, che a seconda del grado, indicano una possibilità minore o maggiore di sviluppare un cancro della cervice, se non trattate. Queste cellule possono essere facilmente rimosse con una procedura svolta in anestesia locale, quindi una colposcopia positiva non deve allarmare più del necessario.

 

Sottoporsi regolarmente ai controlli di routine, e in questo caso al Pap test, può davvero fare la differenza. In Italia il Pap test viene offerto ogni tre anni alle donne di età compresa fra i 25 e i 30 anni, e l’HPV-DNA test ogni cinque anni alle donne comprese fra i 30 e i 64. Sottoporsi ai controlli è una scelta personale, ma senza dubbio è uno dei modi più sicuri ed efficaci per proteggere la propria salute.

Fonti:

 

Ministero della Salute - Papillomavirus

Ministero della Salute - Screening

NHS - HPV

NHS - Cervical screening

Public Health England

Red Moon Gang - Cervical Screening During A Pandemic: Everything You Need To Know

 

© 2021 Design by Chiara Cognigni